Stimolazione biventricolare per il trattamento dello scompenso cardiaco refrattario a farmaci

Stimolazione biventricolare per il trattamento dello scompenso cardiaco refrattario a farmaci

FINALITÀ DELL’INTERVENTO
Il pacemaker biventricolare (CRT), in grado di stimolare l’atrio destro (o comunque sentire l’eventuale attività atriale spontanea) ed ambedue i ventricoli separatamente, permette una contrazione sincrona delle pareti del cuore.
I dati della letteratura e di studi clinici controllati suggeriscono che il CRT possa migliorare la qualità della vita, ridurre le ospedalizzazioni per scompenso e la mortalità. Il beneficio in termini di miglioramento della funzione cardiaca e dei sintomi è atteso, indipendentemente dalla correttezza delle procedure attuate, in circa il 70% dei pazienti trattati.
Il CRT è un piccolo dispositivo, costituito da una batteria e da un circuito elettronico, collegato al cuore attraverso 3 fili elettrici chiamati elettrocateteri, posizionati rispettivamente in atrio destro, in ventricolo destro ed all’interno di una vena, il seno coronarico, che dall’atrio destro raggiunge la parete esterna del ventricolo sinistro.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
L’intervento, effettuato in anestesia locale, dura di solito tra i 90 e 180 minuti: la durata dell’intervento dipende da diversi fattori, in particolare dall’anatomia molto variabile del seno coronarico, non prevedibile a priori.
La dimissione dall’ospedale avviene di norma dopo 24-48 ore dall’intervento.
L’intervento inizia con una incisione cutanea di circa 4 – 6 cm, generalmente sotto la clavicola sinistra che serve a preparare uno spazio (“tasca”) sotto la pelle per l’alloggiamento del dispositivo.
Da qui sono poi inseriti attraverso una o più vene i fili elettrici (elettrocateteri) che sotto il controllo radiologico verranno posizionati all’interno del cuore.
Per la parte più complessa della procedura (posizionamento dell’elettrodo per la stimolazione sinistra in un ramo periferico di una vena -il seno coronarico- raggiungibile dall’atrio destro), è necessaria la somministrazione di un liquido visibile ai raggi X (mezzo di contrasto), contenente IODIO.
Successivamente vengono eseguite alcune misure elettriche, in maniera analoga a quanto viene fatto nel corso dell’impianto dei pacemaker, collegati gli elettrodi allo stimolatore ed infine sono eseguiti alcuni punti di sutura sottocutanei e cutanei per chiudere la ferita.

LE POSSIBILI COMPLICANZE
Le possibili complicanze del trattamento si dividono in intraoperatorie e post operatorie.
Quelle intra-operatorie più frequenti includono sanguinamenti della tasca, pneumotorace, lesioni del seno coronarico, versamento ematico nel pericardio, aritmie severe (bradicardie o tachicardie). Il trattamento di tali complicanze può prevedere interventi aggiuntivi anche invasivi che possono prolungare la successiva degenza.
Nella letteratura medica sono stati descritti sporadici casi di decesso durante la procedura.
Le più frequenti complicanze post-operatorie (riscontrabili nei giorni o nelle settimane successive la procedura) includono: versamento sieroematico nella tasca sottocutanea, erosione della cute sovrastante lo stimolatore o gli elettrocateteri, trombosi delle vene del braccio, infezioni localizzate o sistemiche, spostamento degli elettrocateteri dalla sede iniziale con necessità di riposizionamento degli stessi.

DOPO L’INTERVENTO
In linea generale il periodo necessario per un recupero funzionale è di circa 15 gg, per consentire un’adeguata cicatrizzazione della ferita chirurgica; la rimozione suture è prevista dopo circa 10 gg.
Dopo la dimissione è necessario seguire tutte le disposizioni e i trattamenti prescritti; in particolare vi sono dei controlli periodici (1-2/anno) cui sottoporsi pressi il nostro o altro centro di elettrostimolazione abilitato al controllo dei CRT.
Dopo l’impianto del CRT, non sarà più possibile l’esposizione a forti campi magnetici (come quelli impiegati in risonanza magnetica o nella magneto-terapia dell’artrosi) o a correnti elettriche terapeutiche (come quelle della stimolazione neuro-muscolare).

ESITI CICATRIZIALI
Gli esiti cicatriziali sono rappresentati da una cicatrice chirurgica (lunghezza 4-6 cm) al di sotto della clavicola sinistra; si vede inoltre il rigonfiamento determinato dal dispositivo (spessore circa 5 mm) a livello della cicatrice

AVVERTENZE SPECIALI

ALLERGIA ALLO IODIO
La procedura può prevedere la necessità di somministrare un mezzo di contrasto contenente Iodio. I soggetti con pregressi episodi allergici in seguito a somministrazione di iodio o indagini angiografiche devono eseguire un trattamento medico particolare (pre-medicazione con antistaminici e cortisone) nelle 24 ore precedenti.
ALLERGIA AGLI ANTIBIOTICI
Prima della procedura e nelle 24 ore successive vengono somministrati ANTIBIOTICI per la profilassi delle infezioni.
Eventuali allergie ad antibiotici devono essere tempestivamente segnalate.
STATO GRAVIDICO
A causa dell’impiego di raggi X, è necessario informare i medici di un’eventuale gravidanza o possibile gravidanza in atto.