Impianto di dispositivo antitachicardico (defibrillatore)

Impianto di dispositivo antitachicardico (defibrillatore)

Caratteristiche generali

Il defibrillatore impiantabile è un dispositivo inserito nel torace che controlla e corregge gli episodi di tachicardia grave e di fibrillazione. Questi episodi avvengono quando molte cellule inviano impulsi elettrici che si sovrappongono all’impulso principale. Il cuore ha quindi tante contrazioni diverse, nessuna decisiva ed efficace. Questo fenomeno, detto fibrillazione, genera una specie di tremore cardiaco, completamente inutile per far circolare il sangue.

Il defibrillatore svolge due funzioni:

• La prima, quando il cuore accelera pericolosamente i suoi battiti, generando una tachicardia non controllata. Il defibrillatore invia alcune piccole scariche elettriche che azzerano per pochissimo tempo il battito con l’obiettivo di terminare il ritmo patologico. Subito dopo, il cuore da solo riprende a battere con ritmo normale. Questa azione di convertire il ritmo tachicardico o di iniziale fibrillazione in un altro regolare, attraverso un brevissimo arresto dei battiti, è detta cardio versione.

• La seconda azione si manifesta quando il cuore entra in fibrillazione generalizzata in particolare a livello ventricolare. Come spiegato prima, in questi casi il cuore cessa di funzionare. In sostituzione dei battiti, si genera una specie di “tremore” generalizzato, inefficace per la contrazione. Il defibrillatore in questo caso invia una scarica più forte rispetto al caso precedente, ottenendo comunque un arresto del fenomeno ed una ripartenza regolare. Questo tipo di intervento, molto importante nei casi di fibrillazione ventricolare, è una vera e propria defibrillazione.

Quando viene impiegato

L’utilizzo principale è ovviamente rivolto a quei pazienti che soffrono di forme sostenute di tachicardia ventricolare o che abbiano già avuto episodi di arresto cardiaco.

Il defibrillatore impiantabile consente a questi pazienti di guardare con maggior tranquillità ad eventuali episodi di tachicardia, e di vedere incrementate le loro opportunità di sopravvivenza. Il defibrillatore è usato utilmente anche in alcuni pazienti con pregresso infarto e varie forme di cardiomiopatia. Va però precisato che non tutti i pazienti con aritmie tachicardiche hanno necessità di questo dispositivo.

L’intervento

L’impianto del defibrillatore richiede un intervento di piccola chirurgia che può viene eseguito nel laboratorio di elettrofisiologia. L’inserimento è effettuato tramite due incisioni nel torace sotto la clavicola, una delle quali su di una vena. I filamenti con gli elettrodi passano nel vaso e raggiungono la superficie del cuore; la coda è collegata al dispositivo che è inserito nei tessuti attraverso l’altra incisione toracica sottoclavicolare. La scarica passa dal generatore agli elettrodi e quindi al cuore. I medici proveranno più volte il corretto funzionamento del dispositivo per essere certi che risponda in modo appropriato. Il paziente, sotto anestesia, non avvertirà nulla l’erogazione della defibrillazione.

Il paziente non si deve preoccupare per un senso di rigidità o dolore nella zona dell’impianto, che presto scompariranno. Il ritorno alla vita normale è previsto in modo graduale, ma rimangono sconsigliati sforzi pesanti o azioni vigorose.

Complicazioni

Possono raramente comparire mancanza di respiro, vertigini, palpitazioni o dolore toracico.

Includono, inoltre, infezione alla tasca, spostamento dei cateteri o loro frattura.

Precauzioni per i portatori di defibrillatore

Normalmente viene rilasciata una scheda informativa sul dispositivo che deve essere sempre portata con sé. Chiunque debba intervenire ha così le informazioni necessarie. Inoltre occorre evitare contatti violenti del torace con persone o oggetti e non bisogna tenere vicino all’impianto un magnete. I portatori di defibrillatore dovranno esibire un documento per superare il metal detector negli aeroporti. Il defibrillatore può interrompere il suo funzionamento durante la risonanza magnetica. E’ buona precauzione non tenere vicino all’impianto il telefono cellulare.

Durata

La durata delle batterie, oggi al litio, è di circa 4/ 7 anni, in relazione al numero di scariche effettuate. Quando le batterie cominciano a ridurre il loro carico si attiva un indicatore, rilevato dal medico, durante una normale visita di controllo.