Impiantato il pacemaker più piccolo del mondo ad opera del Dr. Saverio Iacopino di Lamezia Terme

Tags: | 23rd giugno, 2015

Cotignola (Ra) – “GVM Care & Research“, gruppo sanitario italiano fondato e presieduto da Ettore Sansavini, si conferma all’avanguardia nel settore della cardiologia interventistica: è stato infatti eseguito, presso il “Maria Cecilia Hospital” di Cotignola (Ravenna), l’impianto del pacemaker più piccolo del mondo. Si tratta del sistema di stimolazione transcatetere Micra TPS, lungo poco più di 2 cm per 2 grammi di peso, che non necessita di alcun catetere o filo inserito nelle vene.
Il dispositivo è stato introdotto utilizzando una tecnica completamente diversa da quella normalmente utilizzata per impiantare i pacemaker convenzionali: non più esternamente al cuore collegato a cateteri, bensì impiantato per via transvenosa, tramite una guida orientabile, e fissato al tessuto cardiaco attraverso uncini metallici.
Il paziente cui è stato impiantato il nuovo sistema è una donna di 73 anni affetta da fibrillazione atriale permanente con bassa risposta ventricolare e fasi di eccessivo rallentamento del battito cardiaco fino a 20 battiti/minuto, sottoposta a intervento di sostituzione valvolare mitralica circa dieci anni fa, con sintomi di astenia e vertigine.
La procedura, eseguita in regime di ricovero con paziente sveglia, è durata circa 30 minuti (la metà rispetto all’intervento di posizionamento tradizionale) ed è stata ben tollerata. La paziente è rimasta ricoverata fino al giorno successivo e quindi dimessa senza complicazioni. La modalità di impianto non chirurgica e l’assenza di componenti aggiuntive al pacemaker comportano numerosi benefici: un rischio di complicanze più basso, tempi di intervento più brevi, riduzione della degenza ospedaliera, ridotta esposizione alla fluoroscopia per pazienti e operatori, così come l’assenza di protuberanze e cicatrici, miglioramenti nello stile di vita e nella qualità della vita in generale. Inoltre la vita stimata del dispositivo è dieci anni.
L’impianto è stato eseguito dal Dr. Saverio Iacopino, Direttore del Dipartimento di Aritmologia ed Elettrofisiologia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ra), polo cardiologico e cardiochirurgico tra i più moderni e accreditati a livello internazionale.
Questa tecnologia stravolge completamente il punto di vista del paziente: non riportando alcuna cicatrice, non avvertendo alcun dispositivo sotto la cute e avendo di fatto un dispositivo invisibile, non vive più il timore di essere un cardiopatico e l’impatto psicologico è straordinario. – afferma il Dr. Iacopino – Di fatto passiamo da un portatore di pacemaker a un paziente che è portatore di device ma che non lo percepisce affatto e che ha, già da subito dopo l’impianto, minori limitazioni in termini di attività fisica e rischi per il suo impianto: essendo tutto interno al cuore è più protetto rispetto a un pacemaker tradizionale.”
I pazienti eleggibili all’impianto del pacemaker miniaturizzato sono coloro che hanno indicazione a elettrostimolazione mono-camerale (ventricolo destro), con disturbi di generazione o conduzione del ritmo, incompetenza cronotropa e pazienti con fibrillazione atriale cronica (21- 32% dei pazienti trattati con elettrostimolazione).
Il nuovo dispositivo è totalmente compatibile con la risonanza magnetica nucleare e “controllabile” in remoto, riducendo i costi di mobilità del paziente e dei parenti e spesso del numero di ore lavorative perse da parte di chi accompagna il paziente stesso. Inoltre è completamente espiantabile e riposizionabile per mezzo di uno specifico sistema di recupero. Considerando l’età media (circa 70 anni) dei pazienti che beneficiano di questa terapia, è ipotizzabile prevedere almeno altri due impianti dello stesso device.