IL GIUSTO BATTITO DEL CUORE

Tags: , | 1st maggio, 2015

La Morte Cardiaca Improvvisa si verifica a causa di un’aritmia maligna (tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare), cessando così di pompare il sangue al corpo e al cervello. In assenza di un immediato intervento, può portare al decesso in pochi minuti.

La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) è un fenomeno di una certa rilevanza sociale, che può colpire pazienti affetti da cardiopatie congenite o acquisite, così come soggetti apparentemente sani, anche atleti giovanissimi. Ma andiamo per ordine. . Ne parliamo con il dottore Saverio Iacopino, Calabrese, responsabile dell’unità operativa elettrofisiologia e cardiostimolazione all’Anthea Hospital di Bari, al città di Lecce Hospital di Lecce,e opera altresì all’ ICC di Roma e a Villa Torri Hospital di Bologna, ospedali della rete GVM Care & Research. Dottore Iacopino, cos’è un aritmia? «Per Aritmia si intende un qualsiasi disturbo del normale ritmo cardiaco. Alcune di esse sono congenite, le più diffuse tra i giovani ed avvengono in persone con il cuore sano, rappresentando l’unico problema clinico. Altre sono invece secondarie ad un’altra patologia cardiaca, in genere un infarto miocardico, una cardiopatia o una malattia delle valvole cardiache, e colpiscono prevalentemente pazienti adulti o gli anziani». Quali sono i sintomi di un attacco cardiaco? «Generalmente si avverte un improvviso senso di vertigine e si perde coscienza prima ancora di riuscire a chiedere soccorso». Quali sono le cause che provano un arresto cardiaco? «Negli ultimi anni le morti cardiache improvvise sono aumentate a dismisura (si stimano 250.000 – 450.000 arresti cardiaci improvvisi ogni anno nella sola Europa). Ciò deriva da un nuovo scenario sociale e da stili di vita che si fanno sempre più frequenti, soprattutto nella popolazione giovanile. I fattori di rischio sono: – Il fumo: Il rischio di insorgenza della morte improvvisa cardiaca, aumenta del 20-30% nei soggetti che fumano in media 20 sigarette al giorno. Il grado di pericolo, si riduce fino ad un livello molto simile a quello dei non fumatori per chi cessa di fumare, ad 1-5 anni dalla cessazione, indipendentemente dal periodo di tabagismo, dall’età, dal sesso e dal paese di origine. – Uso di cocaina: è sempre più diffuso, soprattutto nei più giovani, in cui questa sostanza può scatenare eventi cardiaci potenzialmente letali. La capacità aritmogena della cocaina è assolutamente indipendente dal quantitativo assunto, dalla modalità di assunzione, dalle precedenti assunzioni, dalla presenza di cardiopatie sottostanti o fattori di rischio associati. – Utilizzo delle metamfetamine: Risulta aumentato tra i più giovani negli ultimi 10 anni. Hanno un effetto biologico molto simile a quello della cocaina, ma con proprietà vasocostrittrici minori. – Ipokaliemia (ridotti livelli di potassio nel sangue): è sicuramente aritmogena, soprattutto verso aritmie ventricolari maligne, modificando la ripolarizzazione delle membrane ventricolari. Nei giovani è molto difficile riscontrare un abuso di diuretici, mentre, non è raro imbattersi in gravi disordini alimentari come l’anoressia e la bulimia nervosa, che portano ad importanti squilibri elettrolitici, quindi ad una possibile arresto cardiaco. – Dieta: Soprattutto quella aterogena rappresenta un importante fattore di rischio. Il consumo di pesce, almeno 1 volta la settimana, e il supplemento di acidi grassi “omega3” rappresentano un fattore di protezione per l’insorgenza della MCI grazie alle loro proprietà antiaritmiche, antitrombotiche e antinfiammatorie. Un regime alimentare con meno del 30% delle calorie proveniente dai grassi è generalmente più consigliato, mantenendo comunque un introito calorico necessario per il mantenimento del peso ideale. – Attività fisica: Molti specialisti, sostengono che l’intenso sforzo fisico sia causa di morti cardiache improvvise in soggetti anche sani. Per quanto il rischio di morte improvvisa durante attività fisica sia effettivamente basso (1 su 1.5 milioni di persone), alcuni dati evidenziano come il rischio di un arresto cardiaco aumenti di 16 volte nei primi 30 minuti di attività fisica intensa. L’abituale attività fisica sostenuta rappresenta in generale un fattore di protezione; ne deriverebbe che una regolare attività fisica moderata/intensa può ridurre la frequenza di mortalità e morbilità. – Stress emotivo: Soprattutto uno stato di collera può essere considerato un fattore predisponente e/o precipitante l’insorgenza della MCI, in rapporto ad una maggior scarica adrenalinica. Anche i cambiamenti recenti degli stili di vita nell’ambito della salute, del lavoro, della casa, generalmente avvenuti nei 6 mesi precedenti, possono associarsi, in maniera significativa, all’insorgenza di MCI. è chiaramente consigliato uno stile di vita il più rilassato possibile, cercando di prendersi almeno 20 minuti al giorno per se stessi o comunque un momento di pausa completa. – Uso illecito di steroidi anabolizzanti: La modalità di assunzione è a fasi intermittenti per diverse settimane o addirittura mesi; sostanze come il testosterone, lo stanozolo e il nandrolone vengono assunte in associazione e con dosi che superano di gran lunga (anche 100 volte superiori) le dosi mediche. – Alcol: L’assunzione di alcol riduce l’incidenza di patologie cardiovascolari, ma per dare effetti benefici l’assunzione di etanolo deve essere moderata; gli studi indicano questo limite compreso tra le 3 e le 9 bevande alla settimana (un bicchiere di vino rosso a pasto a pasto), mentre il consumo eccessivo ha effetti totalmente opposti, compromettendo seriamente il meccanismo di eccitazione/ contrazione, riducendo di conseguenza la contrattilità del miocardio. Da studi dettagliati è emerso che l’abuso cronico di 80 g di alcol al giorno aumenta di circa 3 volte l’incidenza di mortalità rispetto al consumo giornaliero di una quantità minore. – Patologie cardiache: Analizzando le casistiche autoptiche, risulta che la maggior causa, e quindi fattore di rischio per MCIi, sia la cardiopatia ischemica, seguita dalle cardiomiopatie primitive (10-15%) e dalle cardiopatie valvolari (5%). Sopra i 30 anni di età la causa più frequente di MCI è la cardiopatia ischemica su base aterosclerotica, mentre sotto i 30 anni è frequente il riscontro di cardiomiopatie ed anomalie delle arterie coronariche. Tutti questi elementi possono portare direttamente o indirettamente, singolarmente o in interazione a un improvviso attacco cardiaco».

Inserto Salute e Sanita Settembre 2014