Bradicardia e Blocchi

Caratterizzata da una frequenza, nell’adulto, inferiore a 60 batt/min (indipendentemente dalla valutazione clinica delle cause di tale riduzione).

Aritmia sinusale (AS)
Nell’aritmia sinusale (che non sempre si accompagna a bradicardia) si osserva che cicli sinusali consecutivi differiscono fra loro di 0.16 secondi o più.
Esistono 3 forme di aritmia sinusale: respiratoria, non respiratoria e ventricolofasica. La prima è un fenomeno fisiologico (la frequenza aumenta durante l’inspirazione e si riduce con l’espirazione) presente soprattutto nei bambini, mentre la forma non respiratoria è osservabile prevalentemente in adulti con disfunzione sinusale. L’aritmia sinusale ventricolofasica è un fenomeno rilevabile solo in presenza di blocco A-V di 2° o di 3° grado, e consiste nel relativo accorciamento degli intervalli P-P che contengono all’interno un complesso ventricolare, mentre quando due onde P si susseguono senza un QRS interposto il loro intervallo è relativamente più lungo.

Blocchi seno-atriali (BSA)
Il blocco seno-atriale è caratterizzato dall’alterata conduzione (ritardo o arresto dell’impulso) dal nodo del seno all’atrio.

Teoricamente si potrebbero distinguere 3 gradi di blocco, come per il blocco A-V, ma in pratica il 1° grado (semplice rallentamento) non è riconoscibile, ed il 3° grado è indistinguibile dall’arresto sinusale.

Il BSA di 2° grado comprende due forme principali:
1) blocco tipo Wenckebach, caratterizzato da una pausa minore del doppio di un intervallo P-P di base, preceduta, almeno nelle forme tipiche, da progressiva riduzione dell’intervallo P-P;
2) blocco tipo Mobitz (o Mobitz 2), in cui si manifesta una pausa doppia dell’intervallo P-P di base.

Blocchi A-V
Vengono suddivisi come segue:

a) blocco A-V di 1° grado (è un ritardo di conduzione piuttosto che un blocco), caratterizzato da un intervallo P-R superiore a 200 msec nell’adulto;

b) blocco A- V di 2° grado:
– tipo Wenckebach. È caratterizzato da un allungamento progressivo degli intervalli P-R che precede la comparsa di un impulso sinusale bloccato; il primo intervallo PR dopo il blocco è il più breve. Il blocco è generalmente a sede pre-hissiana;

– tipo Mobitz (o Mobitz 2). È caratterizzato dal blocco improvviso di un impulso, senza allungamento del P-R nei battiti precedenti. Il blocco è generalmente a sede intrahissiana o sottohissiana;

– tipo 2/1. È caratterizzato dalla conduzione di un impulso ogni 2. La sede del blocco può essere soprahissiana, intrahissiana o sottohissiana;

– tipo avanzato. È caratterizzato dal blocco di 2 o più impulsi consecutivi (blocco 3/1, 4/1 o anche con rapporti di conduzione complessi come 4/2, ecc.) Questo blocco è nella maggior parte dei casi intrahissiano o sottohissiano.

c) blocco A-V di 3° grado:
le caratteristiche del blocco A-V di 3° grado sono la completa mancanza di conduzione A-V, la dissociazione AV e la presenza di un ritmo di scappamento.
Vengono distinti:
– blocco stabile;
– blocco parossistico.

Dissociazione A-V
Con il termine dissociazione A-V si indica la condizione in cui gli atri e i ventricoli si attivano indipendentemente.

Per quanto il blocco A-V completo sia una delle cause più comuni di dissociazione A-V, le due condizioni non sono sovrapponibili. La dissociazione A-V può essere dovuta a interferenza (l’impulso atriale e quello ventricolare si scontrano e si estinguono nel nodo A-V o nel fascio di His) o a blocco. La dissociazione A-V per interferenza si realizza per eccessivo rallentamento della frequenza sinusale con emergenza di un segnapassi di scappamento giunzionale o ventricolare, oppure per la comparsa di un ritmo attivo giunzionale o ventricolare a frequenza simile a quella sinusale.